Lars e una ragazza tutta sua

  

Mi è capitato di rivedere questo film del 2007, ho pensato fosse molto valido e quindi, che fosse giusto consigliarlo.

In un paesino del Wisconsin vive Lars all’interno del garage annesso alla casa del fratello. Lars è un ragazzo timido e sfuggente, ha un lavoro da impiegato, ha diversi colleghi, ma non ha amici. O almeno, crede di non averne.

La madre di Lars muore mettendolo al mondo, lasciandolo solo col padre. L’uomo chiuso nel suo dolore cade in depressione ed è in questa atmosfera che Lars cresce. Suo fratello, non riuscendo a sopportare la situazione va via di casa alla ricerca di una vita migliore.

Questa situazione familiare viene in realtà solo accennata nel corso del film, ma è fondamentale per comprendere i fatti narrati.

Un giorno Lars, sorridente,  bussa alla casa del fratello annunciando di avere finalmente una fidanzata. Il fratello e la cognata in dolce attesa, sono felicissimi all’idea di non sapere più solo il caro ragazzo. Alla vista però di Bianca, la fidanzata, i ragazzi rimangono shockati: Bianca è, in effetti, una bambola di gomma.

La visita dalla dottoressa del paese chiarisce che Lars sta vivendo una realtà distorta per cercare di risolvere dei problemi mai affrontati.

Commuove la partecipazione dell’intero paese alla strana realtà di Lars. Tutti si rivolgono a Bianca con molta cortesia, le trovano un lavoro e degli hobby, la invitano a cena, le prestano dei vestiti, dipingendo così un paese ideale, quello in cui tutti si occupano della felicità altrui. Poco veritiero purtroppo, ma è stato bello figurarsi come potrebbe essere se tutti guardassimo un po’ oltre il nostro orticello.

Non svelerò ovviamente, la fine del film.

Ho adorato il protagonista perchè rappresenta le persone incapaci di gridare il proprio dolore, dolore  che a volte risulta incomprensibile anche a loro stesse e per questo, difficile da gestire. Il dolore implode fragorosamente e l’unico rumore che provoca è quello di un pesantissimo silenzio. Lars è una vittima della noncuranza e dell’assenza, del vuoto affettivo che può circondare un individuo. Ma lui  ne è troppo immerso per accorgersi di quante persone abbiano a cuore la sua sorte. Chi può davvero capire cosa prova? Come descrivere quelle terribili sensazioni di bruciatura ogni volta che una mano cerca in lui il contatto fisico? Troppo difficile dare delle spiegazioni. Lars  troverà da solo la sua risposta, tenendo sempre stretta a sè la sua copertina di Linus, quella cucita dalle mani della propria madre, l’unica che l’abbia veramente amato, pur non essendo mai riuscita a scambiare quell’amore neanche con uno sguardo.

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