Nei silenzi: confessione semiseria di una futura mamma.

  

E’ iniziato il mio periodo di “maternità”. Ma cosa vuol dire? Che la mattina non mi sveglio per andare al lavoro? Non c’è riposo nell’ultimo mese di gravidanza, si deve fare tutto quello che si è rimandato negli 8 mesi precedenti. Analisi, acquisti, controlli, incontri con l’ospedale, incontri con gli specialisti, tenendo sempre un occhio sulla propria attività.

La pressione, nella pancia e fuori, aumenta in modo esponenziale. Sono alla 37a settimana ed ho preso quasi 13 kg, ma ci credete, ancora tutti mi dicono “ma dov’è la pancia?”. Non lo so. Io più che altro mi chiedo dove siano andati tutti questi chili, ma considerando che davanti non li vedo, immagino siano dietro  ^_^

I piedi di Bimbo sono sempre impuntati nel mio fianco sinistro, il suo sedere nel destro ed è chiaro che lui ami lo stretching, considerando che la mia pancia ha ormai costantemente una forma romboidale.

Eppure questa tensione, anche se costante, non è la più grande che ho.

Quante aspettative legate a questo bimbo, quanta attesa. Sono circondata da persone che mi vogliono bene e che mi guardano sorridenti sperando di trovare in me l’euforia dell’attesa sempre più breve. Eppure non è così.

Io ho paura e pure tanta. La mia paura però non è legata al parto, nè al dolore. Come si può temere qualcosa che ormai dura al massimo 24 ore? La mia paura è legata a quello che sarà della mia vita tra qualche settimana.

Ho una vita piena, con le difficoltà che abbiamo tutti e scandita da alcuni “appuntamenti”. Ho una vita fatta anche di tanti silenzi, solitudine, di sortite, di sonni sconnessi e di Sweety. Cosa sarà di queste e di tante altre s?

Come sarà la mia vita con una persona che non mi lascerà mai più da sola per molti anni?

Quante mani sulla mia pancia, mani che a volte non conosco e quanti imperativi mascherati da consigli!

Possibile che nessuno capisca che non è solo un bimbo che nasce, ma anche la sua mamma? Possibile che sia così difficile capire che io e lui non ci conosciamo? Non so com’è il suo viso, non so com’è la sua voce, non so com’è il suo tatto. E’ una persona che non conosco, mi viene per questo pure difficile dargli un nome. E’ tutto così scontato per chi l’ha già vissuto, è tutto così scontato per chi pensava che ovviamente, avrebbe avuto figli ed è tutto così scontato per chi lo  fa senza pensarci troppo. Ma io, a 37 anni ci sono arrivata per una serie di motivi e situazioni.

Così le settimane volano tra decisioni importanti da prendere, con le migliori intenzioni per il futuro del nascituro: donare il cordone oppure tenerlo per sè e spedirlo all’estero; partorire in acqua ed aspettare che il cordone smetta di battere da solo, ritardando di qualche minuto la separazione tra madre e figlio; praticare la parto-analgesia o ricreare il parto in casa non medicalizzato, nelle strutture previste. Mangiare bene, mangiare poco e spesso per la salute di mamma e Bimbo, fare attività fisica ma cercando di non scatenare il mal di schiena sempre dietro l’angolo. E tutto  questo, affrontarlo da sola. Perchè, per quanto se ne dica, la gravidanza dà un assaggio del carico di lavoro e responsabilità aggiuntive che stanno per caderci addosso, care mamme.

E poi la giornata finisce e posso spegnere il cervello.

Torno stanca a casa, mi sdraio sul divano circondata come sempre da 100 cuscini, metto qualcosa di rilassante in tv e mangio/bevo qualcosa. La mia mano scivola sulla zona della pancia che dovrebbe corrispondere alla schiena del bimbo e la accarezzo, facendo un piccolo massaggio. Proprio in quel momento il piede di Bimbo esce fuori dal mio fianco, sembra abbia voglia di bucare quel sottile strato di pelle che ci divide. Il piede a volte mi sembra un ginocchio. Così la mia carezza diventa più decisa e subito arriva la sua risposta.

Ed in quei momenti, in quei silenzi solo nostri, capiamo che siamo già uniti, siamo coinquilini del mio corpo, vicinissimi eppure separati. A volte ci diamo un po’ fastidio e bussiamo alle pareti delle nostre stanze per ritrovare la pace, ma non per questo abbiamo intenzione di litigare.

Ciò che non conosciamo fa paura, è vero, ma se ci penso bene, questo bimbo è 50% me e 50 % Sweety, due persone che col tempo, ho imparato ad amare. Così cerco di tranquillizzarmi, prendo bene fiato e butto fuori i pensieri negativi.

La paura è normale, ci tiene in allerta e ci protegge dal dolore.

E poi, cosa fa più paura, cos’è più terrorizzante dell’idea della felicità?

4 commenti

  1. mammu says:

    I tuoi silenzi “partoriscono” pensieri bellissimi, sono d’accordo su tutto, tranne che per una cosa: hai detto che tuo figlio sarà con te per molto tempo,fisicamente forse si, ma nella tua testa ci sarà fino alla fine dei tuoi giorni e sarà sempre lui,quel piccolo, invadente, inquilino che, giunto all’età di 36 anni ti rimprovererà se rivangherai i ricordi dicendoti: “a mà, già me l’avevi detto”, ma tu vorresti “ricordare” con lui, perché era ed è, ancora parte di te.

  2. sofia says:

    cara Roberta, a leggere le tue parole sono tornata indietro alle mie gravidanze, anche la mia 1° è stata a 37 anni. Le tue stesse paure, i tuoi stessi pensieri. Un corpo estraneo dentro di noi: ma chi è? come sarà? come faccio a volergli bene? soprattutto quest’ultima domanda mi terrorizzava! E se non ci fossi riuscita ad amarlo? Magari è un bimbo antipatico! E poi…la magia!!!E la magia che si ripete per ben 3 volte! E ora, ogni tanto li guardo e ancora mi chiedo: sono i miei figli, sono MIEI eppure sono entità distinte! Insomma, quante domande!!!! Cmq le tue S diventeranno: Sole, Sorrisi, Serenità, Superbaci, Supercacche 😉 …sarà una nuova vita e ti piacerà da impazzire!!! Un caro abbraccio

  3. Isa says:

    … E tutto questo significa che tu sei già’ pronta e nemmeno lo sai… E forse tra poco quella paura del per sempre diventerà … Una speranza che sia per sempre! Forza Bibi’… E forza Bimbo!!!

  4. veronique says:

    ciao Roby, come ti ho già detto sai scrivere benissimo ed esprimi eccezionalmente i tuoi sentimenti e le tue sensazioni. Io le ho vissute TUTTE 6 mesi fa… senza riuscire a tirarle fuori, e come ha detto la tua amica Sofia, avviene la MAGIA!!! Pian piano imparerai a conoscere ed amare il tuo bimbo, ne scoprirai pregi e difetti. E lui imparerà a conoscere te… da fuori della tua pancia. AUGURI…. e x qualsiasi consiglio…. ci sono!

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