“Da zero a tre anni” di Piero Angela

  

Lo ammetto, se dovessi scegliere con chi passare una piacevole serata non avrei dubbi: Brad Pitt? Johnny Depp? No, no, la passerei col mio idolo Piero Angela! Frugando tra gli scaffali di una libreria ho scovato questo scorrevole libro che tratta lo sviluppo del bimbo nei primi 36 mesi di vita e l’ho trovato davvero interessante.

Gli argomenti trattati sono molti ma alcuni mi hanno colpita in particolar modo, primo tra tutti il ruolo della “madre” in questi primi mesi. Uso le virgolette perchè in realtà s’intende la persona con la quale il bimbo passa più tempo.

Se pensavate che il ruolo della “madre” fosse prima di tutto quello di nutrire, vestire e cambiare pannolini, vi sbagliate di grosso!

Come dice l’autore, i bambini nascono tutti uguali, sono una tabula rasa di sapere, un pc senza programmi. L’unica cosa che posseggono è il patrimonio genetico ereditato dai genitori. Questo patrimonio li rende alti o bassi, dà loro occhi chiari o scuri e così via. Cosa fa quindi la differenza nello sviluppo dell’individuo? L’ambiente che lo circonda.

Non è un caso che gli attori siano spesso figli di registi (e viceversa), oppure che in una famiglia siano tutti musicisti o fisici.

Non è il gene della musica che si eredita, ma è l’ambiente che sviluppa nel bimbo un certo gusto musicale (o una certa attitudine verso la fisica).

Un esempio: due persone possono nascere di altezze diverse, ma se il “basso” dovesse nascere in una famiglia di sportivi, allenandosi al tiro al canestro, diventerebbe molto più bravo del soggetto “alto” che magari ama fare le parole crociate perchè nato in una famiglia più sedentaria.

Non ha senso quindi dire “ha preso dalla madre o dal padre” una certa attitudine, non è la genetica che si sta manifestando ma ciò che si trasmette al pargolo.

Sembra apparentemente banale come concetto, ma non lo è assolutamente e la questione ci carica di grandi responsabilità: la madre e la sua capacità di stimolare il bambino durante i primi 3 anni di vita, creano le basi di un individuo pensante. Sta alle mamme avvicinare il bimbo alle meraviglie del mondo destando la loro curiosità. Come? Leggete il libro e, ovviamente, seguite l’istinto.

Altro punto veramente interessante riguarda il concetto di “uomo libero”. Durante i 9 mesi di gravidanza, questo era uno dei miei pensieri più ricorrenti: come posso rendere questo individuo un pensatore indipendente? Posso sperare che abbia fin da subito idee e concetti suoi? Posso evitargli l’imposizione dei pensieri di mamma e papà? Tristemente la risposta è no.

Il bimbo come dicevamo, è un contenitore con grande potenzialità, ma vuoto. Ha bisogno di “concetti perno”, ha bisogno di capire la propria posizione nello spazio, nel tempo, nella società e, se non saranno i genitori a creare dei punti fermi, lo farà qualcun altro.

Non so a voi, ma questo pensiero mi ha un po’ angosciata: io non voglio un altro me e neanche un baby-Sweety. Ma poi Piero mi dà la soluzione, il rimpallo. Il rapporto madre-figlio dovrebbe essere una partita di tennis, un continuo rilancio di domande e risposte incomplete, alle quali seguiranno ulteriori domande. La curiosità può salvare i bambini, che non dovranno accontentarsi della nostra risposta, ma verificare appena possibile una determinata verità.

Un po’ complesso da spiegare in poche righe, ma se ho destato la vostra curiosità… leggete il libro! Comincio a fare pratica!  ^_^

This entry was posted in Letture.

2 commenti

  1. mammu says:

    Bravissima Roby, anche io ammiro da sempre Piero Angela, preparato e semplice in ogni sua esposizione, della serie: “se lo dice lui ci credo”

  2. Katia says:

    Ciao Roberta! Ho letto anch’io quel libro, quando ero in attesa della mia prima bambina, più di 7 anni fa, e lo trovai molto interessante. La teoria di cui parli nel post si è rivelata vera. La mia Aurora mi ha sempre vista con pennello e craft d’ogni tipo, con la carta, col legno, con la stoffa, il ricamo… Ora lei è una bambina estremamente creativa. Realizza craft, oggetti, d’ogni tipo e con qualsiasi materiale, spontaneamente, di sua iniziativa, ora che è in vacanza, letteralmente ogni giorno. Ma è stata stimolata in qs sin dalla più tenera età. Insieme abbiamo realizzati un’infinità di lavoretti e dipinti.
    Ma non solo. Io adoro leggere. Le ho regalato e letto libri da sempre, da prima che nascesse. Ora lei ama leggere. Ha una fantasia sfrenata, racconta storie inventate da lei… So di essere super di parte perchè è la mia bambina, ma è una creativa già ora!
    Emma, la mia seconda, è un dolcissimo terremoto di quasi un anno ed è stimolata anche da Aurora. In attesa della sua nascita ho letto un altro libro che ho trovato meraviglioso e spiega come iniziare la fantastica avventura di genitore, ” Il linguaggio segreto dei neonati”di Tracy Hogg. Bellissimo, ricco di spunti e suggerimenti per il primo anno di vita!!!
    Un saluto e buona continuazione della meravigliosa avventura della vitaaaaa!!!!! Katia.

Lascia una risposta

Current month ye@r day *