Torno?

  

Non so se crederci davvero: Sweety è andato a correre (la sua nuova passione), Noa dorme ed io mi trovo qui, davanti al pc, con mille cosa da fare studiare compilare.

All’improvviso un vago ricordo di me, seduta al computer, ruga glabellare (tra gli occhi) rilassata, sorriso sulle labbra mentre scrivo nel mio blog: il mio blog. Non l’ho sognato vero? Ho cercato la pagina ed eccolo qui, c’è! E, nonostante la mia assenza lunghissima, scopro commenti positivi, un numero di visite inaspettate e mi fermo a pensare che in questi 2 anni ho pensato a tutto, proprio a tutto e a tutti, tranne a me. E’ normale, dicono, quando diventi mamma. Ma è giusto? E quanto durerà? Quanto durerò nel mio “silenzio creativo”? Non ho risposte, ma voglio godermi questo momento qui, in questo posticino caldo, dove mi sento a casa, dove nessuno pretende nulla, dove i miei pensieri non sono pressanti.

La macchina da cucire al momento è in mansarda, nel sottotetto, per far spazio agli abiti dismessi e ai giocattoli di Noa (e del padre), le stoffe sono lì ad aspettarmi, piegate ordinatamente per colore.

Le mie piante sono assopite da poco (ha fatto molto caldo qui a Roma fino a poche settimane fa) e, per il momento, non vogliono essere disturbate.

In questo torpore del primo pomeriggio una luce chiara entra nel mio salottino illuminando la polvere, i giocattoli ed il disordine di questa casa che ormai è costante da quando siamo in 3.

Casa

Allora penso: magari il caos nella casa è simile a quello che ho in testa? Magari questa polvere potrò spostarla per pochi minuti ma poi si riformerà per poi spostarla di nuovo. La soluzione che ho è accettare la polvere. La luce che solo a volte riesco ad avvertire, illumina le cose che ho: sono molte.

Spero di poter presto arricchire la vostra e la mia vita con un post creativo, di qualsiasi genere.

Con affetto e riconoscenza, Roberta.

 

 

2 commenti

  1. Katia says:

    Cara Roberta, torna a ritagliarti i tuoi spazi creativi ogni volta che puoi. Nn ho scritto che “vuoi” perchè per mia esperienza personale so bene che donare la vita significa dedicare tutte noi stesse ai nostri figli, ed affrontare molte rinunce, anche e soprattutto ai nostri spazi e al nostro tempo. Ma per fortuna i bambini amano immensamente la creatività, e qc volta è bello condividerla con loro! Altre volte metto la mia a loro disposizione, per arredare in modo unico e personale la loro cameretta, o per realizzare i loro abiti da carnevale… ed è meraviglioso che la mia bambina di otto anni mi dica che lo preferisce fatto in casa da me, perché è più bello, più prezioso… Certo non è semplice trovare il tempo, la notte ne rubo in po’ al sonno…. Un caro saluto, al tuo prossimo post, Katia.

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