Vale do Pati, Chapada Diamantina

  

Eccomi arrivata al momento topico del viaggio, a quegli istanti che l’hanno reso indimenticabile: i 3 giorni nella valle do Pati! Il gruppo era così formato: io e Sweety, 2 ragazzi americani, 2 ragazzi olandesi, uno spagnolo ed un argentino, più 2 guide ed una sorta di Indiana Jones al femminile che ci ha accompagnati con la sua jeep all’inizio ed alla fine dell’avventura.

Il lungo cammino è iniziato a Guinè, a circa 2 ore abbondanti di macchina da Lençois; in realtà parte del tragitto è compiuto a passo d’uomo per via della strada “naturale”, altrimenti sarebbe più breve.

Senza soffermarmi su ogni passo, come ha fatto invece Sweety nel suo blog, posso dirvi che dopo una dura salita ed una più dura discesa su roccia verticale (ricordatevela!), sono seguite discese e salite ancora più dure!

Per questo, abbiamo incredibilmente goduto sia del bagno nel fiume dall’acqua arancione e fredda, che del successivo pranzo sotto gli alberi.

Ancora di più, siamo rimasti senza parole al primo stop panoramico sull’intera valle che ci aspettava sorridente.

La prima giornata è stata davvero dura, sia perchè gli zaini erano ancora belli carichi, sia perchè non avevamo aspettative e idea di QUANTO fosse faticoso il tragitto e anche della sua durata.

Per questo, quando l’infinita (e dolorosa) discesa è terminata nella palizzata di un centro abitato, quasi non mi sembrava vero! Ad attenderci Mr Wilson e la sua famiglia.

Dopo una doccia ghiacciata (ma, credetemi, fantastica!) il corpo e la mente hanno subito una drastica frenata! L’aria s’è fatta frescolina ed improvvisamente, l’idea di una felpa non sembrava poi tanto folle. Un intero frigo ci offriva ogni ben di Dio da bere, mentre in cucina, Donna Maria e la figlia ci preparavano la cena. In totale relax ci siamo avvicinati al buffet di verdure: carote, fagioli e dolcissime zucche e, ancora, riso, carne e l’immancabile “dolcissimo dolcetto” brasiliano!

Durante la cena ci siamo conosciuti meglio, ma poi strani enormi insetti volevano entrare nel gruppo, così, io e Sweety, ci siamo spostati nell’aia frontale della casa dove le due guide, Jorge e Renato, stavano godendo di uno spettacolo stupendo.

Un cielo talmente colmo di luci da farle esplodere in meravigliose stelle cadenti! Di fronte a noi, nel buio totale, tante lucciole come non ne vedevo da anni! Che emozione indescrivibile! Piano, piano, tutto il gruppo si è riunito e, in silenzio religioso, abbiamo svuotato le menti e riempito occhi e cuore. Alla fine la stanchezza ha preso il sopravvento, così ci siamo dati la buona notte e ci siamo ritirati nelle semplicissime camere da letto illuminate solo da candele. Immaginate.

Fuori dalla finestrella solo banani e suoni paradisiaci a farci da ninna nanna.

Il risveglio alle 7 è stato meraviglioso, non mi sono mai sentita tanto riposata (forse perchè non ero mai andata a dormire prima delle 22 in vita mia ?)! Il cammino è ripreso dopo una meravigliosa colazione a base di frutta e dolci, intorno alle 8:30. Il nostro obiettivo era aggiungere una delle vette del Morro do Castelo.

Questa volta siamo passati all’interno della foresta atlantica e, nonostante leggende sulla presenza di puma ed altri felini, nessuno ci ha infastidito, neanche piccoli animali come mosche o zanzare.

La salita è stata faticosa, come sempre.

Per raggiungere la vetta siamo passati all’interno di una grotta dove Jorge ha riempito le nostre bottiglie con l’acqua che sgorgava nel buio totale.

Una volta in cima, il meritato panorama ed il meritato riposo.

A questo punto anche per me è arrivato il momento di una sosta. A presto con la seconda metà del racconto!

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